Giuseppe Mercalli, docente (1850-1914)

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Mercalli: tra didattica e ricerca scientifica

Giuseppe Mercalli nacque in Milano il 21 Maggio del 1850 da Carlo e da Carolina De Simone, terzogenito di cinque figli, da famiglia di artigiani tessili della seta. Iniziò privatamente i suoi studi, proseguendo quelli liceali nel Seminario di Monza per la cultura letteraria e scientifica, e nel Seminario Maggiore di Milano per quelli teologici, ricevendo l'ordinazione sacerdotale, da lui fortemente desiderata, nel 1872. Come i suoi colleghi dediti solo agli studi e non a cura d'anime, ebbe il titolo di Abate.

A ventiquattro anni conseguì il diploma di professore di scienze naturali, titolo pareggiato alla laurea, nella Scuola Normale annessa all'istituto tecnico superiore di Milano. Da allora tutta la sua attività fu assorbita dall'insegnamento e dalla ricerca scientifica, documentata da 115 lavori a stampa pubblicati nell'arco di tempo che va dal 1876 al 1913, riguardanti principalmente il vulcanismo e la sismologia, ma soprattutto lo studio della attività del Vesuvio. Nel 1885-86 insegnava nel Liceo pareggiato "A. Rosmini" di Domodossola.

Vincitore di concorso statale, nell'ottobre del 1888 fu docente di scienze nel Liceo "Tommaso Campanella" di Reggio Calabria, e dopo tre anni, venne trasferito a Napoli al Liceo "Vittorio Emanuele II", dove insegnò fino al 1911, cioè quando assunse la direzione dell'Osservatorio Vesuviano, dopo la morte di Raffaele Vittorio Matteucci (1846-1909). Fu anche libero docente di vulcanologia e sismologia nelle Università di Catania e di Napoli.

Già durante i corsi liceali Egli fu attratto dal fascino e dall'armonia dei fenomeni naturali, manifestando grande acume e capacità di osservazione comparativa dei fenomeni. Mostrò tale una profondità di conoscenza delle cose naturali, che già a ventidue anni, mentre frequentava il 4° anno di studi teologici, gli venne affidato l'insegnamento della Storia naturale nel Seminario Diocesano di Monza. Al Politecnico di Milano ebbe occasione di incontrare, poi di avere rapporti di colleganza, con l'abate e geologo Antonio Stoppani (1824-1891) da Lecco, autore del ben noto libro "Il Bel Paese" (lª ediz. Milano, 1875), che divulgò e fece conoscere alle nuove generazioni le bellezze naturalisti che, specialmente geologiche, dell'Italia da poco redenta. L'influenza dello Stoppani, che grandemente lo stimava e del quale fu diletto discepolo, si esercitò sulla vita scientifica del Mercalli, che iniziò proprio nel campo geologico. L'occasione fu data dalla pubblicazione di una nuova opera basilare sulla geologia dell'Italia, di cui lo Stoppani gli affidò la redazione dei capitoli sui vulcani e sui fenomeni sismici. Condusse questo studio con un'alacrità, che in seguito mai si interruppe, anche nell'affrontare i disagi dei rilevamenti in lunghe e faticose escursioni, specie sui vulcani. Da allora, vulcanismo e sismologia divennero, insieme con l'insegnamento, gli unici scopi della sua vita.

 

Dopo visite sistematiche sui luoghi, descrisse i nostri vulcani, senza trascurare i fenomeni pseudovulcanici delle Salse del Modenese ed i soffioni boraciferi toscani.

Di quel tempo è appunto un'opera di grande impegno: "Vulcani e fenomeni vulcanici in Italia", un volume in 8° di 376 pagine, figure e tavole, edito da F. Vallardi, Milano negli anni 1881-1883. Senza specificare il gran numero di lavori (circa quarantacinque) riguardanti il Vesuvio, le Isole Eolie, l'Etna ed altri vulcani, va citata l'opera sinottica, completata nel 1907, nella sua piena maturità di scienziato e di ricercatore: "I vulcani della Terra" di 421 pagine, riccamente illustrato, edito da Ulrico Hoepli di Milano, in cui tratta sistematicamente la morfologia dei vulcani di tutto il mondo e ne riassume la dinamica.

Il Mercalli si soffermò in particolare sul Vesuvio, che Egli aveva visitato ripetutamente con frequentissime ascensioni faticose e talora rischiose, condotte anche durante le fasi eruttive, emulo in questo di un altro grande naturalista, Lazzaro Spallanzani (1729-1799), che nel 1788 intraprese il primo memorabile viaggio sistematico di studio dei vulcani attivi di Italia. Nel volume che contiene anche una rassegna storica generale su tutti i vulcani del globo, aggiorna gli elenchi del secolo precedente e pone le basi peri una loro classificazione dinamica, secondo il grado di attività, con le indicazioni delle date o almeno l'indicazione del numero delle eruzioni storiche note, amplia e modifica in parte la classificazione fatta dal suo Maestro, Antonio Stoppani.

Come vulcanologo si occupò oltre che del Vesuvio e dell'Etna e della loro storia eruttiva, delle teorie formulate sulle origini e sulle cause del vulcanismo, anche se in gran parte già allora superate; stabilì una classificazione dei vulcani su basi morfologiche ed una tipologia dell'attività eruttiva. Tra l'altro il Mercalli pronosticò l'uso della "ascoltazione dei microsismi" per valutare l'intensità della attività vulcanica profonda, fondandosi sull'indissolubile nesso tra i due fenomeni, che, forse per primo, mise in evidenza e indagò scientificamente. Oggi, nel corso di più di un ottantennio, il concetto e le conoscenze della relazione vulcanismo-sismicità sono state grandemente sviluppate e verificate rappresentando due aspetti strettamente collegati della attività endogena. Un aspetto applicativo attuale che ne è derivato è la sorveglianza dell'attività e della pericolosità dei vulcani, specie di quelli ad alto rischio. Per il Vesuvio un tale servizio è da tempo attuato dall'Osservatorio Vesuviano attraverso metodologie basate sulla sismica e sul rilevamento continuativo della deformazione del monte vulcanico, dipendenti dalle oscillazioni del livello sotterraneo dei magmi che l'alimentano.

Gli interessi di Giuseppe Mercalli intorno alla sismologia lo condussero a preferire lo studio storico dei sismi e la loro distribuzione geografica e ad individuare con maggiore precisione dei suoi predecessori le aree sismiche italiane, quelle che diremmo oggi "ad alto richio sismico". Lo studio dei terremoti Lo impegnava non solo dal punto strettamente scientifico, ma anche da quello umano e sociale. A questo proposito non si stancò di esortare e di sollecitare il Governo a non lasciarsi sorprendere dagli avvenimenti, ma provvedere ad emanare tempestivi regolamenti e strumenti legislativi per l'edilizia antisismica, per non dovere poi amaramente intervenire quando avvengono distruzioni e lutti. Sono da ricordare in particolare il resoconto ufficiale a Lui affidato in occasione del sisma di Casamicciola (I. d'Ischia) dei 28 luglio del 1883, e la redazione (1883) di un primo Catalogo dei terremoti storici italiani, dal 1459 a.C. al 1881, come pure della prima Carta sismica d'Italia, opere che furono successivamente aggiornate dal Baratta e dal Baratta e Taramelli.

Non si può tacere della "Scala Mercalli" (1902), una scala empirica della intensità dei terremoti, ancora oggi in uso, che, dapprima stabilita da De Rossi e Forel in dieci gradi, fu dal Mercalli estesa a 12 gradi. Si tratta della valutazione empirica dell'intensità ricavata dai danni e dalle alterazioni prodotte, dalle esperienze vissute dai terremotati, ecc.; la scala, pur non avendo alcun significato di misura fisica, come poi sarà per la scala Richter delle magnitudini, è sempre di grande utilità per accertare qualitativamente gli effetti apparenti nei vari punti dell'area sismica, soprattutto dove mancano strumenti di registrazione. Le risorse tecniche e strumentali odierne, di gran lunga più efficaci per sensibilità e precisione di quelle disponibili al tempo di Mercalli, consentono oggi conoscenze profondamente ampliate della sismologia.

Nel campo petrografico e geologico, gli studi del Mercalli vertono prevalentemente sulle rocce dei nostri vulcani. Egli fu un assiduo raccoglitore durante le sue diuturne escursioni vesuviane, e donava campioni a studiosi e a Musei[1]. Molta parte delle sue raccolte venivano custodite presso l'Osservatorio Vesuviano e presso il Gabinetto di Scienze del Liceo "Vittorio Emanuele II". In questo Laboratorio di Scienze ancora esiste una "Collezione Mercalli", fatta da bombe vulcaniche, campioni di rocce e di minerali provenienti principalmente dal Somma-Vesuvio. Questa collezione, ormai purtroppo smembrata, dovrebbe essere riordinata e riclassificata da specialisti e possibilmente unificata con quella dell'Osservatorio Vesuviano, in modo da valorizzarla come documento storico e museologico nel luogo adatto.

L'attività didattica ed educativa del Mercalli durò per trenta sette anni consecutivi: a Napoli, come già detto, si svolse dal 1892 al 1911 nel nostro Liceo; egli fu sempre ben voluto dai suoi numerosissimi allievi che lo ricordavano, come , di Lui dice Alessandro Malladra (1914), suo ex-alunno, poi coadiutore, poi suo successore nella direzione dell'Osservatorio Vesuviano: "buono come il pane nelle sue aule scolastiche non sempre tranquille, e, ciò nonostante, agli esami largo come la misericordia di Dio". Molti suoi alunni appartennero alle classi dei più giovani chiamati alle armi durante il 1° Conflitto mondiale (1915-18): alcuni di questi sacrificarono la loro giovane vita per l'Italia sul campo dell'onore, come è ricordato nella lapide murata nel cortile del Liceo e in quelle all'ingresso di molte aule. Il prof. Mercalli compilò per la Scuola i suoi diffusissimi manuali scolastici per i Licei ed Istituti tecnici, pubblicati nel 1883 dall'editore F. Vallardi: essi ebbero fino a 12 edizioni successive di 6000 copie ciascuna: riguardano la Botanica, la Zoologia, la Mineralogia, la Geologia e la Geografia fisica. Incontrarono il favore dei docenti e dei discenti per la forma piana e nello stesso tempo scientificamente corretta della loro stesura, per la scelta degli argomenti.

Da quando si era trasferito a Napoli, Egli abitava in un piccolo e modesto alloggio all'ultimo piano in via Sapienza, 23 non lontano dal Liceo, dalla cui finestra poteva vedere il suo Vesuvio, ed osservarne gli umori da lontano, specie quando nell'ultimo anno della sua vita doveva spesso trattenersi in casa, colpito da frequenti deliqui ed afasia, che indicavano il suo decadimento fisico, dovuto all'arteriosclerosi.

La sera del 18 marzo 1914 rientrava in casa dall'Osservatorio Vesuviano, dove avrebbe dovuto tornare l'indomani per festeggiare il suo onomastico e la recente nomina a Cavaliere d'Italia. Sul tardi sembra si sia addormentato a tavolino e non si sa come, la lampada si sarebbe capovolta e, rompendosi, avrebbe riversato petrolio sul suo corpo e sui vestiti, che presero fuoco. Morì così, solo, tra atroci sofferenze, con le braccia protese verso il Vesuvio. Morto ustionato, Lui, che lo aveva sfidato senza paura e aveva consacrato la sua vita al fuoco dei vulcani!

Grande fu il cordoglio del mondo scientifico e della Scuola, soprattutto per l'atrocità della sua morte. La testimonianza di affetto degli amici, dei discepoli e di quanti lo conobbero e lo apprezzarono si manifestò in Italia e all'Estero. Riporto in bibliografia l'indicazione di alcuni necrologi e commemorazioni che apparvero sulla stampa dell'epoca e successivamente, e ciò per chi voglia meglio documentarsi su quest'Uomo, che diede tutto se stesso alla Scienza e alla Scuola.

 

Giuseppe Mercalli fu socio della Società Sismologica di Roma, della Società Geologica Italiana, della Società nazionale per il progresso delle Scienze. A Napoli: Socio dell'Accademia delle Scienze, Lettere ed Arti - Sezione scienze, matematica e fisica; Socio dell'Accademia Pontaniana, del Reale Istituto di Incoraggiamento, della Sezione del Club Alpino Italiano; a Milano, della Società Italiana di Scienze naturali, del Reale Istituto Lombardo di Scienze e Lettere, delle Accademie di Rovereto, dell'Istituto geologico di Monza, delle Società astronomiche belga, spagnola, francese e statunitense.

Pubbliche testimonianze in omaggio alla memoria di G. Mercalli:

- L'apposizione della lapide con medaglione in bronzo con la sua effige, murata il 30.5.1927 a cura del Circolo Universitario Cattolico Napoletano, presso l'ingresso principale del Vecchio Osservatorio, tra altre due che ricordano i morti di una comitiva che ascese il Vesuvio e fu travolta durante l'eruzione del 1872. Questa lapide verrà posta all'interno dell'Osservatorio insieme ad altri cimeli di G. Mercalli.
Ricorda: Giuseppe Mercalli - Sacerdote Milanese - pervaso dal fuoco del sapere - consacrò al fuoco dei vulcani - allo studio delle convulsioni telluriche - tutta la sua vita - che tra gli spasmi del fuoco - si spense.
Direttore del R. Osservatorio Vesuviano dal 1911 al 1914 N. a Milano il 21 maggio 1850 - M. a Napoli il 19 marzo 1914.

- In occasione del cinquantenario della morte, nel 1964, G. Mercalli fu ricordato nel nostro Liceo e qualcuno dei suoi discendenti ne inviò il ritratto. In tale occasione l'Aula di Scienze naturali e chimica del nostro Liceo fu intitolata al Suo nome.

- Il II Liceo Scientifico Statale di Napoli in Via Michelangelo Schipa, fu intitolato a Giuseppe Mercalli.

Ugo Moncharmont

 

Note

1. In particolare al Museo Civico di Storia naturale di Milano.




Bibliografia

Bassani, F. 1914, Giuseppe Mercalli. Commemorazione, «Rend. R. Accad. Sci. fis. mat. Napoli» (s. 3°), 20, anno 53°, p. 21-24 (Seduta del 4.4.1914).

Celoria, G. 1914, Cenno necrologico di G. Mercalli, «Rend. R. Ist. Lombardo Sci. Lett.», 47.

Flammarion, C. 1914, G. Mercalli, directeur de l'Observatoire du Vésuve, «L'Astronomie. Revue mens.» Apr. 1914, pp. 192-194, Paris.

Friedlaender, I. 1914, Giuseppe Mercalli, «Petermann's Geogr. Mittheilungen», giu. 1914, Gotha.

Galli, I. 1915, Il professore G. Mercalli. Elogio e Bigliografia, «Mem. Pont. Accad. romana Nuovi Licei», (s. 2°), 1, 1915, pp. 40-80 con 1 tav. f.t., Roma.
(Ottima ed esauriente biografia, curriculum scientifico ed elenco bibliografico completo dei lavori).

Malladra, A. 1914, L'attività scientifica di Giuseppe Mercalli, «Rassegna Nazionale», anno 36°, 200, pp. 42-63, Firenze.

Malladra, A. 1927, In memoria di Giuseppe Mercalli. Commemorazione, «Riv. fis. matem. e Sci. nat.», s. 2°, 1, pp. 445-469, fig. 1, Napoli.
(Commemorazione presso la R. Università di Napoli fatta per invito del Circolo Universitario Cattolico Napoletano, con elenco cronologico delle pubblicazioni dell'Ab. prof. Giuseppe Mercalli).

Oddone, E. 1914, L'opera del prof. G. Mercalli per la Vulcanologia e per la Sismologia, «Boll. Soc. sismol. ital.», 17, 1913, pp. 245-262. Modena, 1914. Roma.

Sacco, F. 1914, Giuseppe Mercalli. Cenni biografici, «Saggi di Astronomia popolare», 4, p. 11 (con bibliografia), Torino.



Estratto da Liceo Classico Statale V. Emanuele II Napoli, 1861-1986 nel 125° della fondazione, Bassano del Grappa, 1987, pp. 59-67.


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